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Valenti/e & Bolla

Ieri, dopo una cena simpatica da Frenny’s con Adam Kolker, Stomu e Minh ho preso un treno e sono andato al Birdland, mid-town dove questa settimana sono di scena Enrico Rava, Stefano Bollani, Larry Grenadier e Paul Motian. Il Birdland é uno dei jazz club storici di NY e, come il Blue Note, é diventato un posto fighettino per turisti con prezzi troppo alti, buoni solo per i giapponesi e i businessmen. Insomma, avevo appuntamento con Petra, la moglie di Stefano e all’ingresso chiedo di lei. Mentre il metre si accinge a rispondermi arriva il titolare che si chiama Gianni Valenti e inziamo a fare due chiacchiere e… la mamma é di Bisceglie, forse anche il padre, probabilmente il suo cognome era Valente ma lo hanno cambiato in Valenti qui in USA. Insomma, mi fa entrare nel backstage, saluto Enrico e Stefano, saluto Larry (uno dei tanti che é stato a cena da mamma) e stringo la mano a Paul Motian. Dovete sapere che io non sono uno di quelli che si mette a chiedere autografi o che si fa fotografare con o che va a stringere la mano… tant’é che nella mia vita ho chiesto solo 3 autografi. Uno a 8-9 anni a Riccardo Cocciante e non so neanche perché visto che non mi é mai piaciuto, però ricordo che era al Politeama e mi ci portarono come a dire, fatti fare l’autografo, un giorno nella vita ti servirà, vedrai… boh, ancora  oggi non vi ho trovato nessun utilizzo! Poi nell’88 a caccia di autografo di Michael Brecker (il mio primo mito) mi feci fare gli autografi dagli altri della band ma non da lui. E un’altra volta da Pat Metheny. Questa é da raccontare. Era il ‘93, militare, corso TLC a Chiavari, finito, prendo un treno per raggiungere la destinazione Grottaglie (TA). Durante il viaggio decido di allungare un pochino e fermarmi a Lugo di Romagna per un concerto di Pat Metheny con Joshua Redman, Chris McBride e Billy Higgins. Arrivo già nel pomeriggio e assisto al soundcheck come mia abitudine (il soundcheck di solito dice molto di più di un concerto per quanto riguarda il carattere dei musicisti e capisci anche cosa c’é dietro la loro musica). Insomma, a fine soundcheck chiedo l’autografo a Pat e l’unico pezzo di carta che ho è la busta dei documenti che devo consegnare alla mia nuova caserma. Il giorno dopo mi presento a Grottaglie, consegno la busta e l’ufficiale estrae i documenti, accartoccia la busta e la cestina e in quel preciso istante mi ricordo dell’autografo. Cazzo! L’autografo di Pat Metheny!! Andato… non potevo mica fare la figura con i miei nuovi comandanti… Fuck! E insomma, tutto questo per dire che stringere la mano a Paul Motian è stato come stringere la mano ad un bel pezzo di storia. Di origini (credo) armene, è stato il batterista del trio di Bill Evans con Scott La Faro al contrabbasso, un gruppo che ha rivoluzionato la storia del suonare in trio. In seguito è stato batterista del trio e quartetto di Jarrett, Liberation Music Orchestra di Haden e tantissime altre cose di quelle che occupano parecchio spazio nei libri di storia, oltre ad essere da sempre titolare di gruppi di grande interesse. Poi vado al tavolo dove mi aspettano Petra, Enzo Capua, David Riondino (grande amico di Stefano) e la sua fidanzata Giovanna. Concerto carino ma non eccellente per via della stanchezza del secondo set. Intanto fuori inizia a nevicare e andiamo a piedi al Jolly dove ci si ferma per un po’ di verde relax e cioccolatini mentre il Bolla si esibisce in un paio di show dei suoi…

One Response to “Valenti/e & Bolla”

  1. jesimo Says:

    very nice story. why is that my previous comment does not appear on this blog…??
    let me know…dear.
    S

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